I Castelli di Collazzone, tra forni e antiche pievi

Il KmZeroTour, un itinerario enogastronomico e culturale organizzato nei dintorni di Collazzone. Un gioco che si è rivelato una piacevole scoperta!

Siamo partiti, questa volta in veste di turisti, per una giornata dal sapore medievale all’insegna di antiche tradizioni, gioielli artistici e suggestive distese di ulivi.

Prima tappa del Tour: Il Castello di Gaglietole.

Siamo nella valle del Puglia. Pochi gli stessi umbri che conoscono questo territorio, in realtà importante zona di passaggio soprattutto in epoca romana e medievale. Ci troviamo ad una manciata di chilometri dal centro storico di Collazzone, borgo medievale legato alla figura di Jacopone da Todi (francescano noto soprattutto per le sue Laude, uno dei primi testi in volgare) che morì nel 1306 proprio qui, nel monastero di San Lorenzo, dove si era ritirato in solitudine dopo una vita tormentata.

Zona mal frequentata, quella della valle del Puglia: cronache locali ci raccontano di passaggi di briganti e loschi figuri (non a caso, il vicino borgo di Bastardo, situato tra Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria, rievoca chiaramente già dal nome molte leggende legate a personaggi particolari).

Prima tappa del nostro tour è dunque la frazione di Gaglietole, dove ci accoglie la suggestiva vista di una torre al di là di un piccolo ponte. Chi passa lungo la strada, non può non subire il fascino della struttura. Si tratta di un vecchio mulino, il più antico dell’Umbria, risalente al 1122. La torre, originariamente più alta di circa 10 metri, nel Medioevo serviva come torrione di avvistamento tra Collazzone e Gaglietole e vide comparire nei suoi pressi anche il temibile Federico Barbarossa.
mulino_torre_gaglietole_collazzoneLa torre purtroppo è visibilmente in decadenza a causa di vincoli ambientali che ne ritardano il restauro da parte della Soprintendenza delle Belle Arti, proprietaria di questa storica struttura. Al pianterreno, sono ancora presenti le segrete e le carceri del castello, le cui volte sono state purtroppo danneggiate dalle recenti esondazioni del fiume e dal fango. Lo spazio è oggi adibito allo stoccaggio della sansa di lavorazione dell’oliva.

La parte inferiore dell’edificio ospita un mulino del ‘700, purtroppo anch’esso diroccato (però in corso di restauro), che ha macinato farine fino agli anni ’70. Il mulino, per mandare le enormi macine del peso di circa 80 quintali l’una, oggi visibili nello spiazzo antistante l’edificio, sfruttava la forza dell’acqua dell’attiguo bacino di accolta in cui veniva deviato il corso del fiume.
La parte a sinistra del complesso invece, ospita l’odierno frantoio. I primi proprietari di questo mulino furono i Conti Bennicelli di Collepepe; negli anni ’40 del secolo scorso, la famiglia Ceceroni ne acquistò la proprietà trasformandolo nel primo frantoio moderno della regione: qui, nel 1976, è infatti entrato in funzione il primo ciclo continuo in Umbria.

Una ripida rampa di scale conduce al piano superiore, dove sono state allestite delle sale per ospitare cene ed eventi. Scenografica la degustazione preparata dal frantoiano, con bruschette e marmellate di gelso, corbezzolo e prugne servite su uno storico tagliere in legno di 300 anni fa.

Tagliere bruschette e marmellate

tagliere_frantoio

La prima tappa del KmZeroTour si conclude con questo lauto spuntino, ma torneremo a raccontarti della nostra gita alla scoperta dei Castelli di Collazzone nel nostro prossimo articolo.

Intanto, ti consigliamo di partire per una prima gita alla scoperta di questa zona insolita dell’Umbria. Buon divertimento e facci sapere le tue impressioni! 

 

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