“Grechettodì: i giorni del Grechetto di Todi”

Un intenso percorso di scoperta tra degustazioni, banchi d’assaggio, laboratori, convegni e visite alla città.

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Il Grechetto di Todi assoluto protagonista del weekend appena trascorso, per una due-giorni interamente dedicata alla promozione e alla valorizzazione del bianco umbro per eccellenza! L’evento “Grechettodì: i giorni del Grechetto di Todi”, a cui non poteva mancare il patrocinio della nostra Strada dei Vini, è stato ospitato nel centro storico della città con varie iniziative curate dalla Condotta Slow Food Media Valle del Tevere-Todi e allestite tra i portici e il Teatro comunale.

Degustazioni, banchi d’assaggio, convegni ma anche visite alla città: questo è quanto ha previsto il programma della manifestazione, insieme alle gustose cene a tema nei vari ristoranti della città, all’interessante convegno “In Appenninis Alpibus, sulle tracce del Grechetto”, e alla curiosa degustazione della Farsiccia (salsiccia di farro e maiale) guidata dall’archeocuoco Marino Marini e dal prof. Paolo Braconi.

Per la gioia e il palato di tutti i winelovers, nove sono state le cantine presenti con un proprio banco d’assaggio (6 tra quelle associate alla nostra Strada dei Vini: Peppucci, Roccafiore, Tenuta San Rocco, Todini, Tudernum e Zazzera) per degustare il Grechetto di Todi, un vino con un dna particolare, come decretato anche dal Ministero delle Politiche Agricole.

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La storia

Il Grechetto di Todi, che intreccia molta parte della sua storia con la città, è un vino di gran pregio coltivato in questo territorio da almeno 2000 anni, tanto che Plinio il Vecchio lo cita nella sua Naturalis historia sottolineando “Peculiaris est tudernis”, cioè “è tipico di Todi”. Antichi documenti attestano la continuità della presenza di questo vitigno in tutto il territorio che comprende anche i Comuni di Collazzone, Massa Martana e Monte Castello di Vibio.

Il nome lo collegherebbe in modo inequivocabile alla Grecia, ma il Grechetto sembra non avere alcun legame con la grande famiglia delle cosiddette uve greche. L’appellativo in realtà potrebbe essere stato introdotto nel Medioevo semplicemente per far intendere che i vini prodotti con questa uva avevano aromi e sapori simili a quelli provenienti dalle aree orientali del Mediterraneo. Tra l’altro, il rapporto con le uve greche sarebbe smentito da alcune recenti ricerche scientifiche secondo cui il Grechetto conosciuto in Umbria risulta geneticamente simile al Pignoletto emiliano e alla Ribolla riminese.


Caratteristiche e abbinamenti

Composizione ampelografica: Grechetto minimo 85%. Altri vitigni a bacca bianca della Regione, con esclusione di quelli aromatici, massimo 15%.
Colore: giallo paglierino con riflessi dorati. Tendente all’ambrato nella tipologia Passito.
Profumo: leggermente vinoso, delicato. Intenso e caratteristico nella tipologia Passito.
Gusto: dal secco all’abboccato, vellutato, pieno, retrogusto lievemente amarognolo, fruttato, caratteristico. Nella tipologia Passito, dall’amabile al dolce, gradevole.
Abbinamenti: antipasti, carni bianche, crostacei, formaggi piccanti, minestre e zuppe di legumi, primi piatti con sughi delicati a base di verdure o pesce, uova e frittate.

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Area DOC Todi

doctodiLa zona di produzione (certificata dal Ministero delle Politiche agricole nel 2010) copre l’intero territorio amministrativo dei Comuni di Todi, Massa Martana, Collazzone e Monte Castello di Vibio, su terreni prevalentemente collinari con un’altitudine variabile da 250 a 600 m s.l.m.. Questa nuova DOC è stata recentemente creata per dare la legittima valorizzazione ad una delle porzioni territoriali più vocate all’interno della preesistente zona DOC Colli Martani, e per dare quindi il giusto riconoscimento agli sforzi degli operatori vitivinicoli locali. È chiaro quindi che una DOC territorialmente piccola come quella di Todi vede inevitabilmente la sua ragion d’essere nel tentativo di perseguire un miglioramento qualitativo rispetto alle precedenti possibilità produttive, con il nuovo disciplinare che prevede infatti norme più restrittive.
Importante, ovviamente, anche l’aspetto “culturale” dell’operazione, che va ad abbinare uno dei prodotti agricoli più antichi e nobili, il vino appunto, con un territorio di per sé ricco di storia e cultura. Una tradizione antica di secoli, che oggi si è riusciti a nobilitare con questo riconoscimento.

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[Foto: Condotta Slow Food Media Valle del Tevere-Todi]

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