Parola ai bimbi! Idee e proposte per far felici i più piccoli durante il loro viaggio nel cuore dell’Umbria

Dai parchi-divertimento ai picnic nel bosco, dai laboratori didattici alle gite a dorso di mulo… C’è solo l’imbarazzo della scelta!

L’attenzione e la sensibilità alle esigenze delle famiglie rappresentano sempre più uno dei tratti essenziali della vocazione turistica dell’Umbria. D’altra parte, in tutto il nostro comprensorio, le attrattive di tipo culturale e naturalistico dedicate ai più piccoli non mancano. Un’offerta variegata per scoprire la Strada dei Vini del Cantico a misura di bambino. Ecco qualche consiglio!


Tra gioco e fantasia nel magico mondo degli animali

La più classica delle esperienze fa tappa alla Città della Domenica, un grande parco naturale-didattico a soli 4 Km dal centro di Perugia, dove la fusione tra gioco, fantasia e natura ne fa un luogo ideale per famiglie e persone di ogni età.
Inaugurato nel 1963, può essere considerato il primissimo esempio di parco-divertimenti italiano; fu una grande novità sul panorama nazionale, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Disneyland italiana.
Oltre all’area giochi, la Città della Domenica offre ai visitatori un affascinante itinerario zoologico, dove è possibile osservare, in sicurezza e anche a distanza ravvicinata, un centinaio di diverse specie di animali.
Il parco si può visitare a piedi o a bordo dello storico trenino, attraversando ponti e gallerie, per scendere e salire in ogni stazione. Il mulino a vento, il rettilario, i baby karts, il laghetto dei motoscafini, il labirinto, il missile panoramico, il villaggio di Pinocchio e il forte Apache sono solo alcune delle attrazioni tutte da scoprire!


A tutta natura!

Se l’idea è quella di passare una giornata immersi nel verde o di fare un semplice e spensierato picnic, il Bosco FAI di San Francesco, nel cuore di Assisi, è il luogo ideale per stendere una bella tovaglia e fare una scampagnata come ai vecchi tempi. Nei pressi della radura del Terzo Paradiso, il Bosco offre un’apposita area attrezzata con tavoli e panchine, ma anche lungo tutti i sentieri è possibile riposarsi, leggere o mangiare.
Si tratta di uno splendido esempio di paesaggio rurale italiano di 64 ettari e oltre 800 anni di storia. Varcato l’ingresso che si trova accanto alla Basilica di Assisi, il cammino segue lo stretto sentiero che giunge a fondovalle, passando dalla penombra degli alberi al chiarore della radura. Attraversare il Bosco di San Francesco significa intraprendere un piccolo viaggio interiore, un percorso a piedi fra storia e natura esplorando i rumori, i suoni, i profumi delle piante e i segni lasciati dagli animali.
Le esperienze più istruttive e divertenti per i più piccoli sono però i giochi sensoriali legati al ciclo delle stagioni, organizzati dal FAI durante tutto il corso dell’anno. Il crepitio delle foglie secche, il fruscio dell’erba, il profumo della terra bagnata, l’odore delle stoppie che bruciano… ogni stagione ha le sue meraviglie, e lo staff del Bosco FAI aiuta a scoprirle una per una. I percorsi sensoriali vogliono accompagnare i bambini in un cammino più attento e consapevole per evocare in loro le emozioni che solo la natura può trasmettere, stimolando percezioni dimenticate o poco utilizzate. Un modo per far risvegliare i loro sensi imparando a conoscere i suoni, gli odori e i colori del bosco.


A spasso nel cuore del Parco per un appuntamento con la storia

Portare i bambini in questo angolo d’Umbria significa anche lasciarli incantare dal fascino della storia, e fare due passi a piedi può essere il modo migliore per scoprirla. I sentieri lungo l’intero Parco del Subasio, ad esempio, sono ideali per tutta la famiglia e permettono di camminare senza fatica.
Siamo in una delle aree protette più suggestive della regione, un ambiente meraviglioso, popolato da tantissime specie di animali. Per i più piccoli, insomma, anche la montagna può rivelarsi una sorta di gigantesco parco-divertimenti. Se a tutto questo aggiungiamo delle curiose attività ludico-didattiche pensate appositamente per loro, allora il Parco regionale del Subasio diventa la scelta ideale per trascorrere qualche giorno di meritato relax accanto ai propri figli senza rinunciare però a qualche nuova chicca di storia: ecco quindi che i bimbi più curiosi resteranno affascinati dal Laboratorio Ecologico di Geopaleontologia di Assisi, che promuove il patrimonio geologico e paleontologico del monte Subasio. Tra insetti in ambra, impronte di rettili, rocce e ammoniti sia locali che internazionali, i ragazzi potranno interagire anche con i microscopi e realizzare dei calchi da portare a casa con loro come ricordo del viaggio in Umbria.


Escursioni e passeggiate

Anche il CAI perugino dedica due apposite sezioni ai piccoli amanti della montagna e delle passeggiate nel verde. Per i bimbi fino agli 8 anni, c’è il gruppo del Baby CAI, che prevede attività e iniziative insieme a mamme, papà, nonni e amici, finalizzate ad avvicinarli alla bellezza della natura e a dare loro l’opportunità di fare nuove esperienze all’aperto. C’è poi la sezione di Alpinismo Giovanile, dedicata ai giovani tra gli 8 e i 17 anni, per aiutarli a vivere l’ambiente montano con gioia, in una dimensione educativa e di formazione secondo le regole dell’“imparare facendo”. Le attività proposte toccano tutte le discipline praticate in ambiente montano nell’ambito del Club Alpino Italiano.
Il calendario annuale delle uscite organizzate è consultabile qui.

Rimanendo in tema, molto interessanti sono anche le Passeggiate della Formica Selma, escursioni nel territorio perugino rivolte ai bambini accompagnati dai familiari curate dall’Eurobis (Epode Umbria Region Obesity Intervention Study), una delle associazioni umbre più attive nella promozione di uno stile di vita sano e salutare. Sono cammini lenti che mettono al centro un’idea di salute condivisa tra grandi e piccoli, in armonia con gli animali, gli alberi, l’acqua che scorre, l’aria che respiriamo, il cibo sano che ci nutre e che dà energia al corpo e alla fantasia.


E’ ora di scatenarsi!

Per i bimbi più dinamici e avventurosi, un buon suggerimento è quello di scatenarsi al Barone Rampante, il parco-avventura immerso nello splendido scenario della pineta di Ponte Felcino, appena fuori dalla città di Perugia, lungo il corso del Tevere.
Tutti pronti dunque a mettere alla prova equilibrio e capacità di concentrazione! Un equipaggiamento di sicurezza e la supervisione degli istruttori consentono lo svolgimento delle attività in assoluta tranquillità.
Il percorso-avventura, costituito da pedane di legno sospese tra gli alberi, si snoda ad altezze variabili con tronchi oscillanti, ponti tibetani, passerelle dei tronchetti e teleferiche tirolesi. Un piccolo concentrato di vera adrenalina!


Ci vuole anche un po’ di scienza!

C’è un posto, nel centro storico di Perugia, vicino all’Arco Etrusco, che ha come obiettivo la divulgazione scientifica fuori dal comune, pensata apposta per i ragazzi. Si tratta del POST (Perugia Officina per la Scienza e la Tecnologia), dove esplorazione, osservazione e coinvolgimento attivo stimolano i giovani ad avvicinarsi alla scienza e alla tecnologia facendoli diventare protagonisti.
Guidati dall’esperienza di uno staff esperto in divulgazione scientifica, bambini e ragazzi a partire dai 3 anni possono davvero sperimentare il piacere della scoperta. Durante tutto l’arco dell’anno, il POST propone infatti numerose formule di intrattenimento ludico-scientifiche con un approccio fortemente coinvolgente che incoraggia l’esplorazione diretta e l’uso del metodo scientifico: i ragazzi possono ad esempio partecipare ad un quiz sensoriale per scoprire diversi tipi di semi, fiori e frutti; giocare con prismi colorati, luci e filtri sulle orme dei maestri dell’arte contemporanea; seguire il simulatore del cielo notturno per imparare ad orientarsi tra le stelle; conoscere meglio il terremoto con un avvincente gioco di squadra; scoprire come è facile ottenere un panino croccante da un semplice impasto di farina, acqua e lievito; o ancora, passare una notte al museo accompagnati da personaggi storici in costume che guidano i piccoli protagonisti alla scoperta dei segreti e delle bellezze delle collezioni.
Insieme al ricco calendario di attività, completa il quadro lo scaffale scientifico, uno spazio libri dedicato ai temi della natura, della scienza e della tecnologia.
I laboratori, le mostre interattive e le animazioni teatrali del POST sono quindi un’occasione unica per trascorrere un pomeriggio all’insegna del puro divertimento.

Neanche i più piccoli sapranno poi resistere al Bosco didattico di Ponte Felcino, un’area naturalistica di circa 80.000 m² creata con lo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione dell’ambiente, con particolare interesse al mondo vegetale. È il frutto di un’idea abbastanza rara in altre città; anzi, per caratteristiche e dimensioni, oltre che per numero e tipo di piante, il Bosco è quasi unico: oltre 4.000 gli esemplari presenti tra alberi, arbusti ed erbacee, suddivisi in genere, specie e varietà provenienti da tutte le aree del mondo.
Per avvicinare anche i bambini ai tesori del posto, il centro offre numerose attività laboratoriali di educazione ambientale.
Passeggiare nel bosco didattico può risultare estremamente utile non solo per lo studio della botanica, ma anche, più semplicemente, per compiere un salutare percorso dentro quella biodiversità che normalmente i ragazzi non sono abituati a vedere nelle nostre città: un importante stimolo per riflettere sulla ricchezza che la natura ha messo a disposizione dell’uomo e su quanto sia grande il rischio di disperdere questo patrimonio.


Un dolce salto nel passato

Per concludere, ci vuole anche un bel museo, ma che sia divertente, tutto per loro (o forse no…)! E’ il Museo del Gioco e del Giocattolo, da poco trasferito a Perugia nel quartiere di San Marco, vicino alla vecchia ciminiera delle fornaci Galletti. Qui si può intraprendere un magico viaggio nel tempo attraverso la fantasia e il ricordo delle passate generazioni.
Il museo è composto da circa tremila pezzi fra giocattoli, libri, manifesti, fumetti e cancelleria, tutti realizzati dalla prima metà dell’Ottocento fino agli anni Ottanta del secolo scorso. Il percorso di visita è caratterizzato dall’approccio esperienziale che il museo offre ai visitatori: i giocattoli infatti non sono solo chiusi nelle vetrine, ma sono liberi di essere manipolati, giocati e reinventati.
Il piccolo “paese dei balocchi” fa vivere un’esperienza che favorisce riflessioni sul valore pedagogico del gioco, fa emergere le diverse appartenenze sociali e culturali nel corso del tempo, stimola fantasia, creatività e forse anche un po’ di nostalgia nei più anziani, che possono rivivere le emozioni dei giochi della loro infanzia.

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