L’Olio della legalità

C’è una bella storia di legalità lungo la nostra Strada dei Vini che ci porta dritti a Todi, dove un terreno confiscato a un dirigente del Ministero dell’Agricoltura diventa presidio di legalità e impresa solidale.

Si affaccia su Todi dalle colline di San Terenziano la grande villa che la magistratura ha confiscato ad un alto dirigente del Ministero dell’Agricoltura accusato di corruzione. I 3 ettari e i 700 ulivi della proprietà che la circonda sono diventati, da frutto di attività illecita, un presidio di legalità e di impresa solidale. Il Tribunale di Roma, su indicazione del Comune di Todi, a cui era stata assegnata la custodia della proprietà sequestrata, ha affidato la gestione del fondo all’Istituto Agrario Ciuffelli.

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La scuola agraria

L’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi è la scuola di agricoltura più antica d’Italia e tuttora un fiore all’occhiello del sistema scolastico umbro. Fondato nel 1864, è ospitato nell’ex monastero medievale di Montecristo, risalente alla metà del ‘200. A Todi la chiamano la Cittadella agraria e offre tre diversi percorsi di studio (agrario, agroambientale e enologico). Nell’annesso collegio alloggiano attualmente circa 150 studenti provenienti da tutta l’Umbria e da altre regioni italiane. Per loro non solo teoria, ma tanta pratica negli oltre 77 ettari della scuola, tra vigneti, oliveti, frutteti, caseificio, mielificio, cantina sperimentale, aula verde, parco, orto botanico, allevamenti e serre: un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. È quindi un’azienda multifunzionale che offre agli studenti quanti più momenti operativi possibili.
La scuola è oggi un punto di riferimento anche per i consumatori perché ospita una bottega della rete biologica G.O.D.O. (Gruppi Organizzati di Domanda e Offerta), un luogo dove i clienti finali si incontrano direttamente con i produttori. I prodotti biologici a disposizione possono essere prenotati anche online e ritirati settimanalmente.

La fattoria sociale

L’istituto Ciuffelli è però una scuola speciale, perché è anche fattoria didattica (con attività di educazione alimentare e ambientale rivolte a scuole materne, elementari e medie) e fattoria sociale: il ricavato della vendita dell’olio ottenuto dagli uliveti sequestrati servirà proprio a sostenere le iniziative sociali del Ciuffelli, che opera per includere ragazzi disabili e persone con difficoltà, giovani ospitati in una locale comunità di recupero e migranti richiedenti asilo. L’occasione di confrontarsi in un’esperienza come questa è molto significativa ed educativa per tutti loro. Da questo “oliveto della legalità” si ottiene un prodotto dall’alto valore aggiunto, per cui la raccolta e la lavorazione delle olive sono sì un momento di formazione per gli ospiti della comunità, ma anche un’occasione per produrre un utile che viene reinvestito a favore della fattoria sociale.

Non solo olio: nel 2011, infatti, con il patrocinio dell’Alto Commissario ONU per i rifugiati, dell’associazione contro le mafie Libera e di Caritas Umbria, è nato il progetto Asylon, un’iniziativa etico-solidale che vede la commercializzazione di un vino alle cui diverse fasi di produzione collaborano, anche in questo caso, i rifugiati ospitati nel centro di accoglienza di Todi, che hanno così un’occasione di formazione e di crescita professionale finanziata con la vendita dello stesso vino.

Tutte le attività aziendali hanno insomma una loro commercializzazione, il cui ricavato è destinato a migliorare o ad integrare la dotazione scolastica o, nel caso della fattoria sociale, ad aiutare i soggetti in difficoltà.
L’oliveto della legalità è quindi solo la punta emergente di un’attività complessa, un’operazione solidale dietro cui c’è un lungo e paziente lavoro di formazione, di accoglienza e di integrazione, un motore di opportunità e di speranza per le persone disabili e in difficoltà dell’Umbria, ma anche per chi viene da molto lontano.

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