Storia e curiosità della Nociata, il dolce tipico di Massa Martana da gustare sotto l’albero

Si tratta dell’unico torrone umbro, squisito risultato del lavoro di tutta la famiglia. Un’autentica ghiottoneria!

Nella magica atmosfera del Natale, tra le luci dei presepi e il calore del fuoco, per le vie di Massa Martana si spande il tenue profumo del miele, con lo sfrigolio delle noci tostate e la fragranza della buccia d’arancia. È la Nociata, il dolce per eccellenza del natale massetano, registrata tra i “Prodotti Agroalimentari Tradizionali dell’Umbria”.

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Ingredienti

Gli ingredienti essenziali della Nociata appartengono storicamente tutti al territorio di Massa Martana: miele, noci e albume d’uovo, aromatizzati con buccia d’arancia e con la guarnizione di una foglia di alloro.


Procedimento

La particolarità della Nociata sta nel rendere la sua preparazione un vero e proprio rito di devozione e fatica che coinvolge l’intera famiglia: servono infatti le forti braccia degli uomini per mescolare un impasto che si fa sempre più compatto. Come vuole la tradizione, innanzitutto si fanno cuocere il miele e l’albume in un caldaio di rame mescolando per circa 3-4 ore. Quando il composto diventa bianco e cremoso, si aggiunge la buccia d’arancia finemente tritata. Si trascorre così un pomeriggio in famiglia girando l’impasto a turno per ore, fino a quando il grosso mestolo di legno starà in piedi da solo al centro del caldaio. È il momento giusto: ora vanno aggiunte le noci senza mai smettere di mescolare. Dopo averlo perfettamente amalgamato, l’impasto viene rovesciato su un piano di legno e, ancora bollente, viene modellato velocemente a mani nude prima che diventi solido, fino a fargli prendere la forma di un delizioso torrone che profuma di miele e noci. Una foglia di alloro conferisce infine un aroma inconfondibile a questa originale specialità massetana.
Finalmente, dopo una sapiente e paziente cottura, la Nociata è pronta. Una vera delizia per il palato!


La storia

La tradizione narra che a portare questo dolce a Massa Martana fu Sigismondo Ranucci (1848-1918) detto “Gismondo”, di professione “caffettiere”, che dopo un periodo di lavoro a Copenaghen, ritornato a Massa sul finire dell’800, cominciò a fare e vendere la Nociata nell’osteria di famiglia, posta all’angolo di Piazza Umberto I, davanti al Teatro Comunale e al forno pubblico.
Nel giro di pochi anni, il dolce fatto con miele, noci e albumi d’uovo ebbe tanto successo da diventare il dolce tipico natalizio di Massa Martana.
Dopo la morte di Sigismondo, l’attività di famiglia fu portata avanti dal figlio Pompilio e dal nipote Mario con lo spostamento della sede in quella attuale ed il cambiamento del nome in Caffè e poi in Bar Centrale.

L’impasto della Nociata veniva scaldato in un caldaio di rame e mescolato da una pala di legno mossa da mani abili e vigorose, ma non senza fatica; per questo, all’inizio degli anni ’70, Mario Ranucci mise a punto un macchinario che utilizzava pale di legno mosse da un motore elettrico, che gli consentì di produrre maggiori quantità di Nociata per rispondere alla sempre maggiore richiesta.
Negli anni, la Nociata venne anche prodotta con sfumature diverse da varie famiglie massetane; tuttavia, il segreto della ricetta originale fu tramandato gelosamente solo all’interno della famiglia Ranucci, che continuò a produrla anche dopo la scomparsa di Mario fino al 1997, quando a causa del terremoto fu costretta a sospendere la produzione.

Nel 2015, dopo aver ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni amministrative e sanitarie, un gruppo di giovani dell’eclettica Associazione Culturale Actor Mattis, grazie alla passione per il proprio paese, è riuscito a riprodurre questa prelibatezza secondo l’antica ricetta di Sigismondo, utilizzando il macchinario originale restaurato al solo scopo di valorizzare e tutelare la Nociata di Massa Martana come dolce tipico natalizio. Iniziativa squisitamente (è il caso di dirlo!) culturale, dettata dalla riscoperta e dall’auspicio del mantenimento delle tradizioni paesane.

[Fonte: Edoardo Antonelli]

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