La Scartocciatura

La ProLoco di San Martino in Campo ci racconta l’atmosfera di una delle più belle feste sull’aia della nostra tradizione.

Settembre, come tradizione contadina vuole, è tempo di “scartocciare” le pannocchie, ovvero di liberarle dell’involucro delle foglie, che in passato era una delle ultime fatiche della stagione agricola e si trasformava in vera festa sull’aia, con tanto di abbuffata finale, musica, canti e balli fino a notte fonda.
Tra la fine di Agosto e l’inizio di Settembre, proprio la ProLoco di San Martino in Campo celebra l’annuale Festa della Scartocciatura. Gustando pannocchie arrostite e piatti rigorosamente selezionati, l’evento coinvolge il suggestivo scenario del Chiostro dell’Antico Castello di San Martino in Campo, dove per l’occasione viene organizzato un ricco programma di iniziative, con mostre, serate danzanti e un immancabile menù di prelibate pietanze legate alla tradizione culinaria umbra.

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In autunno, più o meno verso la fine di Settembre, un’occasione di incontro era offerta dalla “scartocciatura” del granoturco.
Una volta raccolte e trasportate con il carro fino all’abitato, le pannocchie venivano depositate sull’aia, lo spiazzo antistante ciascuna casa colonica. Il proprietario del carico provvedeva ad avvertire le varie famiglie comunicando loro il giorno in cui sarebbe avvenuta la scartocciatura. Era questa un’operazione che consisteva nel rimuovere appunto il cartoccio che avvolge la pannocchia.
La sera del “fatidico” giorno, la gente si riversava nell’aia e tutti, adulti e bambini, seduti per terra, iniziavano a lavorare alacremente. La scena era illuminata (si fa per dire!) da una sola lampadina che diffondeva attorno una luce fioca, crepuscolare. Ci si disponeva in vari gruppi in base alle preferenze di ciascuno: alcuni, solitamente i più piccoli, ascoltavano affascinati le storie narrate dagli anziani, altri si univano ai “canterini” rendendo il coro più possente. In tal modo, il suono delle voci, nel silenzio della notte, si diffondeva, attirando, dai paesi vicini e dai casolari sparsi, altre persone che si univano agli scartocciatori per dare una mano, ma soprattutto per stare in lieta compagnia. Era anche il momento in cui i giovani si mettevano a parlare, approfittando del buio e del fatto che i genitori erano distratti dalla situazione. Da questi timidi e impacciati approcci, spesso sbocciavano amori che sfociavano in veri e propri fidanzamenti.
I bambini ormai stanchi del lavoro si mettevano a giocare nascondendosi proprio sotto i cartocci. Verso le undici, un anziano contadino imbracciava la fisarmonica iniziando a suonare. Sebbene il lavoro non fosse ancora ultimato, le gambe non riuscivano a stare ferme e così si iniziava a ballare.
Finalmente, dopo ore di lavoro, un delizioso profumino proveniente dalla cucina del padrone preannunciava la preparazione di un piatto tipico che sarebbe stato servito ai presenti verso mezzanotte.
A notte fonda, stanchi, sudati, impolverati e – perché no – sbronzi, i vicini toglievano il disturbo.

[Fonte: ProLoco San Martino in Campo - Perugia]

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