Dolci umbri di Carnevale

Secondo l’Enciclopedia TRECCANI il Carnevale è

“Tempo di spasso e di baldoria.” OVVERO

“È la grande festa del periodo invernale e, nei paesi cattolici, precede la Quaresima che, con i suoi quaranta giorni di penitenza, prepara le festività pasquali. Nei tempi antichi il Carnevale era anche la grande festa della fecondità della terra, che doveva svegliarsi dopo il sonno invernale e nutrire le mandrie, le greggi e gli esseri umani. Il Carnevale univa riti di fecondità con l’allegria. Ridere sconfigge la morte e il lutto: tradizioni antichissime collegano il riso, le danze e le burle alla fertilità della natura e degli uomini.”

frappe

Ad oggi, non sappiamo ancora bene l’origine del nome “Carnevale”: secondo alcuni potrebbe derivare dal rito della nave sacra portata in processione su un carro, il car navalis; per altri sarebbe l’unione dei termini latini carnes levare (“togliere la carne”) o carne vale (“carne, addio”) alludendo al tempo di digiuno quaresimale che prende il via nei paesi cattolici, il mercoledì delle Ceneri, giorno successivo alla conclusione del Carnevale, il cosiddetto “martedì grasso”.

Ma il Carnevale che conosciamo, risente sicuramente dell’influenza dei riti che nello stesso periodo di febbraio si celebravano nell’antica Roma, durante i saturnali romani o ancora prima per le dionisiache greche.

Oggi il Carnevale nell’immaginario collettivo è periodo di scherzi, di maschere, carri e, non meno importante, DOLCI FRITTI.

La tradizione umbra ne è veramente ricca e tante sono le piccole varianti che troviamo percorrendo la nostra regione. Anche se il nome cambia, gli ingredienti principali sono sempre gli stessi: lo strutto, il grasso di maiale prodotto fresco dopo la concia dell’animale (ora sostituito il più delle volte con olio di semi), il miele, le uova, la farina.

Una cosa è sicura: non sono di certo ipocalorici…ma come resistere?

Facciamo un breve riepilogo dei principali DOLCI DI CARNEVALE UMBRI, scusandoci in anticipo se ne tralasceremo alcuni!

STRUFOLI/STRUFFOLI

Iniziamo con i famosi STRUFFOLI o STRUFOLI, che dir si voglia, un dolce di Carnevale diffuso in tutta la Regione, che non va confuso con i tipici Struffoli Napoletani.

struffoli

La preparazione di per sé non è complicata ma il segreto per realizzarli al meglio sta, come nella maggior parte di questi dolci, nella frittura. Si dice che il segreto sia quello di tenere stabile la temperatura dell’olio, con la fiamma bassa all’inizio della frittura, per poi alzarla poco prima che siano pronti. Nel passato al posto dell’olio si utilizzava, come detto poco sopra, lo strutto, un grasso animale che rendeva poi questi dolci inadatti ad essere consumati in Quaresima, periodo di digiuno e penitenza.

Dal sito della Strada dei Vini del Cantino ecco a voi la gustosa ricetta degli strufoli.

CASTAGNOLE

Simili agli Strufoli, nella forma e nella preparazione (ma non negli ingredienti) sono le CASTAGNOLE una variante più conosciuta nella parte alta della regione. Per realizzarli ti serviranno soltanto farina, zucchero, uova, burro/strutto, lievito e tanto miele!

Dal sito di Tipicamenteumbria.it la ricetta per prepararli al meglio.

FRAPPE/CHIACCHIERE

Non meno gustose sono le FRAPPE (o chiacchiere) di Carnevale , striscioline seghettate di pasta dolce, lasciata più o meno sottile, sempre fritte in abbondante olio e ricoperte di miele, alchermes, oppure con cioccolato e zucchero a velo.

Sono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni di provenienza: chiacchiere e lattughe in Lombardia, cenci e donzelle in Toscana, frappe oppure sfrappole in Emilia, cròstoli in Trentino, galani e gale in Veneto, bugie in Piemonte, così come rosoni, lasagne, pampuglie, ecc…chi più ne ha più ne metta insomma!

Qui trovi la ricetta tipica delle frappe!

CICERCHIATA/CICERATA

Di un po’ più difficile realizzazione (ma non troppo) troviamo la CICERCHIATA o CICERATA. La cicerchiata è un dolce carnevalesco tipico italiano, un prodotto agroalimentare tradizionale le regioni centro meridionali diffuso quindi anche in Umbria e, tramite l’immigrazione interna da queste regioni, a Roma.

cicerchiata

Piccole palline di pasta fritta simile alle castagnole e ricoperte di miele sciolto, prendono il nome probabilmente dalla loro forma e dimensione: si pensa che il termine sia di origine medievale e rimandi direttamente alla cicerchia, un legume simile alle lenticchie coltivato in Asia, Africa e anche in alcune regioni italiane. Il senso sarebbe perciò mucchio di cicerchie”.

La versione di base prevede solo uova, zucchero, olio evo, farina, olio per friggere, miele e codette colorate. Per renderla più ricca e gustosa c’è chi aggiunge mandorle, noci e nocciole…una vera prelibatezza!

Nonostante sia un dolce conosciuto non è facile trovarlo nelle vetrine delle pasticcerie. Meglio avere una nonna a cui chiedere di preparale o provare a cimentarti tu stesso!

ALTRE RICETTE UMBRE…

Ti abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca vero? Ma se strufoli, castagnole, frappe e cicerchiata sono tra i dolci di carnevale più conosciuti in Umbria, di certo non sono gli unici a comparire sulle nostre tavole.

Ad esempio, a Marsciano (PG) si preparano le CIALDE DI CARNEVALE, dolcetti realizzati con una pastella preparata con vinsanto, marsala e mistrà, cotte sui piani di ghisa e arrotolate a cono, di cui ogni famiglia si tramanda la ricetta. L’abbinamento perfetto è ovviamente con un buon Vinsanto.

Le cialde di Carnevale sono legate una curiosa tradizione della zona che risale addirittura al 1600.

In alcune zone dell’Umbria, un altro dolce tipico sono le CHIACCHIERE ALL’ARANCIA (detti anche ficcanasi Umbri), ovvero delle girelle di pasta farcita solo con scorze d’arancia oppure anche con pinoli e uvetta. Buonissime!

Conosci qualche altra ricetta tipica di Carnevale? Commenta l’articolo o scrivici alla nostra mail info@stradadeivinidelcantico.it e saremo felici di pubblicarla! 🙂

BUON APPETITO A TUTTI!

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